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Restauro mimetico?!

Una fra le questioni più delicate e dibattute riguarda l’integrazione delle lacune ed il ritocco cromatico.

La storia del restauro ha visto, nel corso dei secoli, restauratori/pittori cimentarsi in fantasiosi ed arbitrari reintegri delle porzioni mancanti nelle opere d’arte, dando vita a vere e proprie contraffazioni.

A partire dalla metà del ‘900 circa sono stati stabiliti criteri per le integrazioni cromatiche, volti a ridare unità ed armonia alle opere lacunose senza commettere un falso storico. Si tratta di salvaguardare l’istanza storica e quella estetica nel contempo.
Fu dunque la fine del ritocco mimetico sostituito dalla sanzione del principio di riconoscibilità dell’intervento di restauro.

Negli anni 70 fu ampiamente utilizzata la tecnica del ritocco neutro, cioè di un colore neutro ed uniforme che lasciava a vista forma e dimensione della lacuna, secondo una logica di pura conservazione.
L’effetto estetico era però piuttosto sgradevole.
L’impatto visivo di una lacuna neutra sulla lettura complessiva dell’opera si valutò essere di disturbo, poiché il fruitore veniva attratto visivamente dalla voragine bianca o grigia, quasi più che dall’opera in sé.

Oggi vale il principio della reintegrazione selettiva, vale a dire invisibile a media e lunga distanza ma riconoscibile da vicino.
Diverse tecniche si prestano a questo risultato. Dal rigatino (messo a punto dall’ ICR), vale a dire una serie di righe verticali di tinte in sintonia con i valori cromatici locali, al puntinato (vibrazioni di colore in armonia con la cromia generale), alla scelta di una sfumatura tenuta leggermente sottotono rispetto all’ originale.

Se il principio di riconoscibilità è ormai applicato di prassi negli interventi di restauro di opere pubbliche, assai di frequente nell’ambito della committenza privata, vengono richieste integrazioni il più possibile invisibili.
Pur riconoscendo una crescente sensibilità ai temi del restauro anche nel mondo del collezionismo privato e del commercio antiquario, è spesso assai difficile conciliare la teoria con le necessità commerciali o estetiche del committente.

Se è vero che è necessario ricondurre le scelte del restauratore dall’ambito puramente empirico ad una valutazione più responsabile e consapevole, è altresì  arduo tradurre in pratica lo schema di una ricerca teorica rigida.
A mio avviso solo una valutazione critica di ogni singolo intervento può trovare soluzioni, caso per caso, senza anteporre principi in modo inflessibile.

18 January 2010 | Commenti: 0

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Laboratorio Di Restauro

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Si eseguono interventi di restauro su LIBRI ANTICHI e MODERNI, PERGAMENE, STAMPE, MANIFESTI PUBBLICITARI e CINEMATOGRAFICI, FUMETTI, CARTE GEOGRAFICHE, PAPIER PEINTS, OGGETTI DI CARTA (SCATOLE, PARAVENTI, VENTAGLI, etc.)

Il laboratorio si è specializzato nel restauro di LIBRI DEL NOVECENTO, (prime edizioni, libri rari ed esauriti) con particolare cura nel recupero e mantenimento della veste editoriale originale.
(Quante meravigliose edizioni in brossura andate perse perché sostituite da “prestigiose” legature…)

I materiali e le procedure utilizzate si attengono al capitolato tecnico dell’ ICPAL (Ist. Centr. per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario) secondo una logica puramente conservativa.

Valentina Ferri

 

Foto di Carlo Rotondo


Non c’è Vascello che eguagli un Libro
Per portarci in Terre lontane
Né Corsieri che eguaglino una Pagina
Di scalpitante Poesia –
E’ un Viaggio che anche il più povero può fare
Senza paura di Pedaggio –
Tanto frugale è il Carro
Che porta l’Anima dell’Uomo –
(Emily Dickinson)

Un libro è un insieme di fogli stampati o manoscritti delle stesse dimensioni cuciti insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina. Il libro è ancora oggi lo “strumento principe del sapere”.  [Wikipedia]

La mia passione per i libri mi porta, dopo una decennale esperienza di libreria, ad interessarmi di restauro del libro.
Nel 2003 mi certifico addetta alla conservazione di manufatti cartacei.
Collaboro diversi anni con laboratori di restauro libri, stampe e restauro cartaceo in genere.
Nel 2009 apro il mio laboratorio: Libroaperto.
La mia è una ditta individuale, aperta a collaborazioni e scambi con altri professionisti del settore.

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