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Prova di idoneità per restauratori. Lo stato del restauro nel Bel Paese.

La si aspettava da anni. Finalmente è arrivata. Ineccepibile nelle intenzioni, molto discutibile nelle modalità.
La prova di idoneità per restauratori. Un esame scritto di carattere generale (100 domande a risposte multiple), un progetto di restauro nel proprio ambito di competenza ed una prova pratica.

Una prova volta a costituire un Albo dei restauratori abilitati a lavorare sui beni tutelati dallo Stato.
Un esame che si svolgerà una ed una sola volta. O dentro o fuori, o adesso o mai più.
Se non superi oggi l’esame (o non puoi accedervi) non potrai entrare MAI PIU’ a far parte dell’ Albo professionale o delle associazioni di categoria.

I criteri d’accesso alla prova sono così restrittivi da tagliar fuori tutti coloro (tanti!!) le cui esperienze siano state più articolate rispetto allo standard previsto.

Una prova che pare tanto un concorso, ma che non fa vincere un posto di lavoro statale, bensì dà semplicemente la possibilità di continuare a fare quello che già facciamo.

Stabilito finalmente quale percorso formativo e professionale dovrà compiere un restauratore per potersi definire tale, rimaneva da sistemare il pregresso. Vale a dire le migliaia di restauratori che, magari perchè non in grado di sostenere tre o quattro anni di trasferta, non si sono certificati nelle uniche scuole abilitanti (Roma e Firenze, neanche a dirlo, niente distaccamenti) ma hanno frequentato scuole di formazione professionale sorte (e presto defunte) un pò ovunque, riconosciute dalle Regioni e spesso coordinate da nomi importanti del restauro italiano.
Generalmente poi, questi studenti, hanno svolto il loro apprendistato presso qualche azienda di restauro, mal pagati o nemmeno pagati per anni (naturalmente in assenza di una qualsivoglia forma contrattuale), prima di avventurarsi nel mondo del lavoro in modo autonomo.

Insomma, diplomi che valgono come carta straccia e un tirocinio di “bottega” spesso difficilmente ricostruibile.

Questo significa che per molti di noi, (persone che magari lavorano da 5/6 anni) sarà impossibile persino accedere all’ esame, per altri (che lavorano da 15/20 anni) sarà necessario sostenere l’esame per dimostrare di saper fare quello che fanno già da qualche decennio.
Pochissimi quelli che potranno accedere all’Albo senza passare dal via.

Oltre al danno la beffa, la validità dei documenti presentati all’iscrizione, sarà verificata solo dopo aver sostenuto la prova scritta, vale a dire: prima si studia, si paga la tassa d’iscrizione e la trasferta a Roma, magari si supera l’esame con il massimo dei voti, e poi ti potrebbe venir comunicato che non avevi le carte in regola per partecipare.

Certo, rimane sempre la possibilità di lavorare con istituti privati (almeno così pare), ma perchè rassegnarsi ad essere restauratori di serie B?

Ecco dunque che nel Bel Paese, dove ci sarebbe lavoro per tutti e anche di più, da un lato si getta alle ortiche un’ intera generazione di restauratori, dall’altro il nostro patrimonio storico-artistico (unico al mondo), giace dimenticato negli scantinati per mancanza di fondi per il restauro.
Grazie Italia.

info:
CGIL FILLEA
http://www.filleacgil.it/index.html

RESTAURATORE DI BENI CULTURALI. MODALITA’ DI ACQUISIZIONE DELLA QUALIFICA.
http://www.facebook.com/group.php?gid=94938637250&ref=ts

10 December 2009 | Commenti: 2

2 commenti

  • 1 EDDA ZONTA 20 April 2013 alle 09:53

    GRAZIE, MOLTO UTILE IL VOSTRO BLOG!

  • 2 libroaperto 3 May 2013 alle 15:55

    Grazie molte a te!!

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Laboratorio Di Restauro

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Si eseguono interventi di restauro su LIBRI ANTICHI e MODERNI, PERGAMENE, STAMPE, MANIFESTI PUBBLICITARI e CINEMATOGRAFICI, FUMETTI, CARTE GEOGRAFICHE, PAPIER PEINTS, OGGETTI DI CARTA (SCATOLE, PARAVENTI, VENTAGLI, etc.)

Il laboratorio si è specializzato nel restauro di LIBRI DEL NOVECENTO, (prime edizioni, libri rari ed esauriti) con particolare cura nel recupero e mantenimento della veste editoriale originale.
(Quante meravigliose edizioni in brossura andate perse perché sostituite da “prestigiose” legature…)

I materiali e le procedure utilizzate si attengono al capitolato tecnico dell’ ICPAL (Ist. Centr. per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario) secondo una logica puramente conservativa.

Valentina Ferri

 

Foto di Carlo Rotondo


Non c’è Vascello che eguagli un Libro
Per portarci in Terre lontane
Né Corsieri che eguaglino una Pagina
Di scalpitante Poesia –
E’ un Viaggio che anche il più povero può fare
Senza paura di Pedaggio –
Tanto frugale è il Carro
Che porta l’Anima dell’Uomo –
(Emily Dickinson)

Un libro è un insieme di fogli stampati o manoscritti delle stesse dimensioni cuciti insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina. Il libro è ancora oggi lo “strumento principe del sapere”.  [Wikipedia]

La mia passione per i libri mi porta, dopo una decennale esperienza di libreria, ad interessarmi di restauro del libro.
Nel 2003 mi certifico addetta alla conservazione di manufatti cartacei.
Collaboro diversi anni con laboratori di restauro libri, stampe e restauro cartaceo in genere.
Nel 2009 apro il mio laboratorio: Libroaperto.
La mia è una ditta individuale, aperta a collaborazioni e scambi con altri professionisti del settore.

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