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Iva, che piva!

santo

COMUNICATO DI SERVIZIO E BREVE NOTA POLEMICA:

Dal 1° gennaio 2014, in ottemperanza alle modifiche volute dal governo Monti (penosa e rovinosa parentesi) in merito al regime fiscale per i contribuenti minimi  (istituito con il decreto legge Visco-Bersani all’art. 1, commi da 96 a 117, della legge n. 244/2007 legge finanziaria 2008), mi vedrò costretta ad applicare sul prezzo del restauro il 22% di Iva.

Il regime fiscale agevolato per nuove ditte individuali (con fatturato non superiore ai 30.000 € annui, che significa anche di molto inferiore), esente Iva, esente studi di settore e Irap, fu pensato per venire incontro alle enormi difficoltà dei lavoratori autonomi siano essi artigiani, piccoli commercianti o liberi professionisti, che già fronteggiano ingenti spese tra INPS, tasse, commercialisti, affitto dei locali, acquisto materiali, etc.

Non è autocommiserazione o piaggeria, ma un dato di fatto.

Questa novità permise a me e molti altri di avviare un’attività, in condizioni sostenibili, che avrebbero dovuto essere vita natural durante.

Il governo Monti stabilì invece che superati i 40 anni di età (ebbene sì, sigh) non sarebbe stato possibile mantenere questo regime oltre i 5 anni dall’apertura della P.Iva.
Non fossero anni questi di effettiva restrizione dei consumi, di maggior attenzione alla spesa anche da parte di chi non è (ancora) stato toccato dalla crisi, avrebbe anche avuto un senso. Il governo ti “aiuta” per 5 anni, poi sta alle tue capacità professionali e imprenditoriali far crescere la tua attività. Ma direi che di questi tempi il successo di un’impresa dipenda da ben altro che dalle abilità dei singoli.

Questo provvedimento nuoce non solo alla mia attività, ma a tutti coloro che privi di P.Iva non potranno scaricarla, vedendosi di fatto aumentare il costo del restauro del 22%.
Me ne dispiaccio. Mi auguro che future modifiche verranno presto  apportate (ne dubito) per non affossare definitivamente alcune categorie professionali e tutto il popolo delle Partite Iva. Molti hanno già chiuso bottega l’anno passato quando il provvedimento entrò in vigore.

Coraggio, continuiamo così…

Sant’Artigiano pensaci tu. (San Precario ha già il suo da fare altrove)

5 November 2013 | Commenti: 0

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Laboratorio Di Restauro

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Si eseguono interventi di restauro su LIBRI ANTICHI e MODERNI, PERGAMENE, STAMPE, MANIFESTI PUBBLICITARI e CINEMATOGRAFICI, FUMETTI, CARTE GEOGRAFICHE, PAPIER PEINTS, OGGETTI DI CARTA (SCATOLE, PARAVENTI, VENTAGLI, etc.)

Il laboratorio si è specializzato nel restauro di LIBRI DEL NOVECENTO, (prime edizioni, libri rari ed esauriti) con particolare cura nel recupero e mantenimento della veste editoriale originale.
(Quante meravigliose edizioni in brossura andate perse perché sostituite da “prestigiose” legature…)

I materiali e le procedure utilizzate si attengono al capitolato tecnico dell’ ICPAL (Ist. Centr. per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario) secondo una logica puramente conservativa.

Valentina Ferri

 

Foto di Carlo Rotondo


Non c’è Vascello che eguagli un Libro
Per portarci in Terre lontane
Né Corsieri che eguaglino una Pagina
Di scalpitante Poesia –
E’ un Viaggio che anche il più povero può fare
Senza paura di Pedaggio –
Tanto frugale è il Carro
Che porta l’Anima dell’Uomo –
(Emily Dickinson)

Un libro è un insieme di fogli stampati o manoscritti delle stesse dimensioni cuciti insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina. Il libro è ancora oggi lo “strumento principe del sapere”.  [Wikipedia]

La mia passione per i libri mi porta, dopo una decennale esperienza di libreria, ad interessarmi di restauro del libro.
Nel 2003 mi certifico addetta alla conservazione di manufatti cartacei.
Collaboro diversi anni con laboratori di restauro libri, stampe e restauro cartaceo in genere.
Nel 2009 apro il mio laboratorio: Libroaperto.
La mia è una ditta individuale, aperta a collaborazioni e scambi con altri professionisti del settore.

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