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Foderàmi

tessuti

Spesso ci viene chiesto di foderare stampe, manifesti,  carte geografiche, etc.

Chi lo richiede in genere si riferisce  a quella maniera antica (ma neanche troppo) di incollare sul verso della carta una tela, naturale o sintetica che sia, a sostegno del supporto e allo scopo di montare l’opera su un telaio.

Nel passato spesso l’opera su carta veniva trattata e montata in cornice come se si trattasse di un dipinto su tela.  Tele di canapa, lino o altro, incollate con adesivi animali o colla pasta , tensionate su un telaio di legno e fissate con chiodi o colla sui rimbocchi.

Questo genere di pratica accoppia due materiali, per quanto “naturali”, diversi fra loro. Entrambi sono soggetti, nel tempo, a ondulazioni e movimenti soprattutto in caso di variazioni igrometriche, che possono essere però diversi e contrastanti nella portata e nella direzione.  Il materiale più fragile fra i due, la carta, è destinato a lacerarsi in caso di forti tensioni.

La trazione stessa operata per il montaggio su telaio di legno mal si addice ad un materiale come la carta, che se inchiodata sui lati per esempio, rischia, di nuovo, di lacerarsi durante i suoi naturali movimenti.

Per le suddette ragioni oggi la tendenza è quella di non foderare affatto laddove possibile, di limitarsi a leggere velature in carta giapponese di bassa grammatura , o, se proprio indispensabile come nel caso di strappi, lacune o grandi formati, foderare con carta giapponese (e metilcellulosa).

Falsi margini in carta sono utili per il montaggio su cartone da conservazione.

Se foderatura in tela dev’essere preferiamo una tela semiacrilica, che risenta meno delle variazioni dei parametri ambientali  rispetto ad un materiale totalmente naturale  , ma che al contempo non necessiti l’utilizzo di resine acriliche per il fissaggio quali sarebbero indispensabili per una tela totalmente sintetica, difficilmente reversibili.

3 May 2013 | Commenti: 0

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Laboratorio Di Restauro

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Si eseguono interventi di restauro su LIBRI ANTICHI e MODERNI, PERGAMENE, STAMPE, MANIFESTI PUBBLICITARI e CINEMATOGRAFICI, FUMETTI, CARTE GEOGRAFICHE, PAPIER PEINTS, OGGETTI DI CARTA (SCATOLE, PARAVENTI, VENTAGLI, etc.)

Il laboratorio si è specializzato nel restauro di LIBRI DEL NOVECENTO, (prime edizioni, libri rari ed esauriti) con particolare cura nel recupero e mantenimento della veste editoriale originale.
(Quante meravigliose edizioni in brossura andate perse perché sostituite da “prestigiose” legature…)

I materiali e le procedure utilizzate si attengono al capitolato tecnico dell’ ICPAL (Ist. Centr. per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario) secondo una logica puramente conservativa.

Valentina Ferri

 

Foto di Carlo Rotondo


Non c’è Vascello che eguagli un Libro
Per portarci in Terre lontane
Né Corsieri che eguaglino una Pagina
Di scalpitante Poesia –
E’ un Viaggio che anche il più povero può fare
Senza paura di Pedaggio –
Tanto frugale è il Carro
Che porta l’Anima dell’Uomo –
(Emily Dickinson)

Un libro è un insieme di fogli stampati o manoscritti delle stesse dimensioni cuciti insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina. Il libro è ancora oggi lo “strumento principe del sapere”.  [Wikipedia]

La mia passione per i libri mi porta, dopo una decennale esperienza di libreria, ad interessarmi di restauro del libro.
Nel 2003 mi certifico addetta alla conservazione di manufatti cartacei.
Collaboro diversi anni con laboratori di restauro libri, stampe e restauro cartaceo in genere.
Nel 2009 apro il mio laboratorio: Libroaperto.
La mia è una ditta individuale, aperta a collaborazioni e scambi con altri professionisti del settore.

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