Libroaperto

Nelle lande di Figino

Un anno e mezzo fa ho aperto mio il laboratorio a Figino.

Il luogo è stato scelto, naturalmente, per questioni di comodità e vicinanza alla mia abitazione.

Figino era un comune, alle porte di Milano, circondato da campagne e da zone “boschive”, ora, come molti, inglobato dalla città, è diventato un quartiere di Milano. Mantiene peraltro un certo isolamento geografico (e culturale). Da un lato l’arteria trafficatissima di Via Novara e la tangenziale, dall’altro Pero e il suo assai discusso inceneritore. Resistono ancora però prati, parchi e zone agricole.
E’ un insediamento per lo più di anziani pensionati e c’è una piccola comunità albanese.

Pochissimi i negozi, solo generi di prima necessità: un fornaio, una farmacia, qualche bar (molto frequentati a dire il vero, come unica possibilità “ricreativa”), il macellaio, la tintoria…
Di recente hanno chiuso i battenti una drogheria, un parrucchiere, l’edicolante ha ceduto l’attività e ora si parla di trasferire anche la farmacia.

Incredibile come il commercio non riesca a sopravvivere nemmeno in una piccola comunità come questa, dove, per arrivare al primo supermercato o centro commerciale, bisogna comunque avere un’automobile (molti anziani qui, non ce l’hanno, ma godono di una rete di solidarietà davvero straordinaria) o avventurarsi nei percorsi tortuosi dell’unico, e non certo frequentissimo, mezzo pubblico: l’ormai mitica 72/ (Perché barrata, poi?!).

Quando ho aperto, la mia attività veniva guardata con un certo sospetto.
Abbarbicata su di un improbabile trabattello imbiancavo le pareti del laboratorio, con la sensazione di essere un po’ Juliette Binoche in Chocolat (magari, aggiungerei), protagonista della curiosità di tutti, attaccavo le vetrofanie con una squadra di operai dell’Enel che mi indicava “Più su… no, più giù…è storto…”

 Cos’è? Cosa ci fa qui? I più non capivano di che si trattasse… Vende libri? Fa fotocopie?
Qualcuno mi ha detto “Ci voleva un fruttivendolo al posto suo, altrochè!” E come dargli torto?

Però ci sono un restauratore di mobili, un pittore con il suo studio, un’associazione che propone stage di danza contemporanea e recitazione, corsi di Aura Soma e Shiatzu, diverse associazioni culturali…

Già. Che ci facciamo lì?

Oggi siamo decisamente “integrati” in questo luogo che a tratti pare fuori dal mondo.
Ci offrono il caffè, si fan due chiacchiere, si chiede della salute del Sig. Alfredo, e del nipotino della Sig.ra Carla…

E allora mi domando:
giacché il fruttivendolo, il parrucchiere l’edicolante, non reggono la concorrenza della grande distribuzione e sono comunque destinati a chiudere nel giro di pochissimo persino in queste lande dimenticate, non sarebbe bello farne una zona di artisti, artigiani, luoghi di cultura, di scambio, di persone che vengono “da fuori” e che permettono un ricambio d’aria, la circolazione di idee, novità, eventi?

Non è che in questo paese ne abbiamo tutti un po’ bisogno?
Con tutto il rispetto, di negozi di scarpe ce ne sono abbastanza, mi pare.

18 January 2011 | Commenti: 0

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Laboratorio Di Restauro

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Si eseguono interventi di restauro su LIBRI ANTICHI e MODERNI, PERGAMENE, STAMPE, MANIFESTI PUBBLICITARI e CINEMATOGRAFICI, FUMETTI, CARTE GEOGRAFICHE, PAPIER PEINTS, OGGETTI DI CARTA (SCATOLE, PARAVENTI, VENTAGLI, etc.)

Il laboratorio si è specializzato nel restauro di LIBRI DEL NOVECENTO, (prime edizioni, libri rari ed esauriti) con particolare cura nel recupero e mantenimento della veste editoriale originale.
(Quante meravigliose edizioni in brossura andate perse perché sostituite da “prestigiose” legature…)

I materiali e le procedure utilizzate si attengono al capitolato tecnico dell’ ICPAL (Ist. Centr. per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario) secondo una logica puramente conservativa.

Valentina Ferri

 

Foto di Carlo Rotondo


Non c’è Vascello che eguagli un Libro
Per portarci in Terre lontane
Né Corsieri che eguaglino una Pagina
Di scalpitante Poesia –
E’ un Viaggio che anche il più povero può fare
Senza paura di Pedaggio –
Tanto frugale è il Carro
Che porta l’Anima dell’Uomo –
(Emily Dickinson)

Un libro è un insieme di fogli stampati o manoscritti delle stesse dimensioni cuciti insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina. Il libro è ancora oggi lo “strumento principe del sapere”.  [Wikipedia]

La mia passione per i libri mi porta, dopo una decennale esperienza di libreria, ad interessarmi di restauro del libro.
Nel 2003 mi certifico addetta alla conservazione di manufatti cartacei.
Collaboro diversi anni con laboratori di restauro libri, stampe e restauro cartaceo in genere.
Nel 2009 apro il mio laboratorio: Libroaperto.
La mia è una ditta individuale, aperta a collaborazioni e scambi con altri professionisti del settore.

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MAPPA CATASTALE DI ORIATE – 1822