Libroaperto

Perg-amena

La pergamena è un prodotto della pelle di animale non conciata e composta di collagene, utilizzata come supporto scrittorio fino al XIV secolo.

Può essere prodotta con pelli di pecora, di capra o di vitello opportunamente depilate e fatte asciugare sotto tensione.

La pergamena (membrana o vellum in latino) prende nome dalla città di Pergamo (nell’Asia minore) dove, secondo la tradizione riferita da Plinio il Vecchio, sarebbe stata inventata attorno al II secolo a.C., come sostituto del papiro. Pergamo aveva una grande biblioteca che rivaleggiava con la famosa Biblioteca di Alessandria. Quando l’Egitto smise di esportare il papiro, a causa della concorrenza culturale fra il sovrano egiziano Tolomeo V ed il re di Pergamo Eumene II (196-158 a.C.), Pergamo reagì inventando la pergamena.

Nel mondo antico la pergamena non ebbe comunque grande diffusione, a causa della concorrenza del papiro, prodotto molto più abbondante e meno costoso. Soltanto a partire dalla tarda antichità (V secolo) la diffusione della pergamena sembrò aumentare fino a diventare il principale supporto scrittorio durante il Medioevo e prima di essere sostituita definitivamente dalla carta.

La scarsità di materia prima portò al riuso altomedievale di più antichi libri manoscritti danneggiati i cui testi venivano cancellati per poter scrivere nuovamente sulle pagine pergamenacee. Questi libri manoscritti sono detti palinsesti (dal greco πὰλιν ψσαῶ, raschio di nuovo)

Bisogna tener presente che potevano esistere diverse qualità di pergamena, più o meno spessa, ruvida e chiara. A seconda dell’uso un prodotto poteva essere preferito all’altro. Quindi, mentre per le pergamene destinate alla legatoria (un uso che si diffuse dal XVI secolo in poi) erano più spesse e scure, quelle utilizzate per la scrittura di testi erano generalmente più chiare e sottili.

Un aspetto tecnico interessante è la possibilità di tingere la pergamena. Così nell’Alto Medioevo furono prodotte pergamene purpuree, utilizzate per la scrittura di libri o documenti particolarmente solenni redatti con inchiostri d’argento o d’oro.

In generale per ottenere la pergamena, la pelle dell’animale, dopo un’eventuale fase di “rinverdimento“, era immersa in un calcinaio (una soluzione  di acqua e calce) al fine di depilarla. Quest’ultima operazione avveniva su un apposito cavalletto “a schiena d’asino” : il pergamenaio con pochi colpi decisi di una lama non tagliente allontanava il pelo dell’animale. A questo punto la pelle era montata su un telaio e lasciata ad essiccare sotto tensione. Durante questa fase si provvedeva anche all’eliminazione dei carnicci residui del lato carne tramite un particolare coltello a mezza luna. Una volta asciutta la pergamena poteva essere staccata dal telaio per essere utilizzata. Potevano comunque seguire fasi di ulteriore raffinazione del prodotto tramite pietra pomice (per rendere la pergamena più levigata e ridurre al minimo le differenze fra il “lato pelo”, solitamente ruvido al tatto, e il “” molto più liscio e morbido)

Il riconoscimento dell’animale di origine può essere effettuato tramite l’osservazione microscopica dell’arrangiamento follicolare (bulbi piliferi) sulla superficie del lato pelo, così come si fa anche per il cuoio.

Wikipedia

24 October 2010 | Commenti: 0

Ancora nessun commento

Non ci sono ancora dei commenti

Scrivi qui il tuo commento

Indietro

Laboratorio Di Restauro

482487_10151341699518801_2122169218_n

Si eseguono interventi di restauro su LIBRI ANTICHI e MODERNI, PERGAMENE, STAMPE, MANIFESTI PUBBLICITARI e CINEMATOGRAFICI, FUMETTI, CARTE GEOGRAFICHE, PAPIER PEINTS, OGGETTI DI CARTA (SCATOLE, PARAVENTI, VENTAGLI, etc.)

Il laboratorio si è specializzato nel restauro di LIBRI DEL NOVECENTO, (prime edizioni, libri rari ed esauriti) con particolare cura nel recupero e mantenimento della veste editoriale originale.
(Quante meravigliose edizioni in brossura andate perse perché sostituite da “prestigiose” legature…)

I materiali e le procedure utilizzate si attengono al capitolato tecnico dell’ ICPAL (Ist. Centr. per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario) secondo una logica puramente conservativa.

Valentina Ferri

 

Foto di Carlo Rotondo


Non c’è Vascello che eguagli un Libro
Per portarci in Terre lontane
Né Corsieri che eguaglino una Pagina
Di scalpitante Poesia –
E’ un Viaggio che anche il più povero può fare
Senza paura di Pedaggio –
Tanto frugale è il Carro
Che porta l’Anima dell’Uomo –
(Emily Dickinson)

Un libro è un insieme di fogli stampati o manoscritti delle stesse dimensioni cuciti insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina. Il libro è ancora oggi lo “strumento principe del sapere”.  [Wikipedia]

La mia passione per i libri mi porta, dopo una decennale esperienza di libreria, ad interessarmi di restauro del libro.
Nel 2003 mi certifico addetta alla conservazione di manufatti cartacei.
Collaboro diversi anni con laboratori di restauro libri, stampe e restauro cartaceo in genere.
Nel 2009 apro il mio laboratorio: Libroaperto.
La mia è una ditta individuale, aperta a collaborazioni e scambi con altri professionisti del settore.

VAI AL BLOG DI LIBROAPERTO

Visto da vicino

(Clicca sulle immagini per ingrandirle)

MAPPA CATASTALE DI ORIATE – 1822